MISSION

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Ci ispiriamo al BBQ del Texas con richiami alla tradizione di Kansas city e degli Stati del sud e del nord Carolina. La formula è semplice: selezioniamo le carni e gli ingredienti migliori e li cuciniamo senza fretta, con un lento processo di affumicatura con legna di quercia, secondo le regole della vecchia scuola. Rendiamo omaggio all’America più vera, fatta di cose semplici e concrete, terra di grandi opportunità e di straordinaria bellezza.

Da sempre affascinato dalla cultura americana in tutte le sue forme e dai grandi spazi naturali che questa terra può offrire, ma anche dalla sua gente, così vicina a noi europei eppure così profondamente diversa, ho sentito fin da piccolo una affinità elettiva con gli USA grazie agli zii “americani” e alle affollate riunioni familiari all’aperto, con cugine, sorelle e amici riuniti nei BBQ familiari nella grande casa del nonno sulla spiaggia di Terracina. Casa che accoglieva ogni estate di quei mitici anni 70 e i primi anni 80 i numerosissimi membri del clan Ronchi. A quelle serate, dove i grandi bevevano bourbon on the rocks, sotto un tetto di stelle a due passi dal mare, devo la mia iniziazione al BBQ. Poi anni di “oblio” o forse di maturazione, segnati però di viaggi oltreoceano e sperimentazioni continue con il weber a casa Nuti all’Isola d’Elba, sotto l’occhio vigile di una sorella che a poco a poco mi lasciava lo scettro di Pit-master, ruolo poco ambito da tutti, considerato il numero dei componenti della famiglia e dei relativi consorti e discendenti. Infine, terminati gli studi e durante i primi anni di lavoro a Roma, la rinnovata condivisione con il mio gemello dell’antica passione per l’America e per il suo mondo grazie a letture e a nuovi amici comuni. Da qui in poi il percorso, dal punto di vista culinario, è stato una continua crescita: nuove ricette, la sperimentazione di salse diverse, l’affinamento dei metodi di cottura, soprattutto lenta e a bassa temperatura, e l’approvazione incoraggiante dei tanti amici ospiti delle estati della casa estiva di mia moglie Silvia in Maremma e dei miei 3 figli, con il maschio che, visto le premesse, sarà degno erede domani del ruolo di Pit-master di famiglia. È da questo background, e da molto altro che nasce l’idea un po’ folle di costruire uno smoker e metterlo su un trailer, per provare a portare in Italia un po’ di America vera. A voi lascio il compito di capire se ci sono riuscito.

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